Giovedì, Giugno 13, 2024

Sentenza della Corte di Appello di Catania sulla ripartizione dei consumi idrici in condominio.

ripartizione acqua condominio

La sentenza n. 1710 del 6 settembre 2022 della Corte di Appello di Catania tratta una vicenda legata alle perdite di acqua nelle vicinanze di un condominio e all'addebito dei maggiori consumi ai condomini.

 

La decisione in primo grado aveva concluso per l'illegittimità della richiesta dell'azienda di addebitare sui singoli utenti i quantitativi in più, sostenendo che la società non aveva dimostrato la legittimità delle richieste ultronee rispetto ai consumi registrati dai singoli contatori, né la loro entità e la legittimità del metodo utilizzato per la loro ripartizione. Inoltre, la società aveva scelto di erogare l'acqua ad ogni singolo utente piuttosto che fornire ad un'unica presa condominiale che avrebbe poi smistato l'acqua tra i vari immobili, assumendo indirettamente la responsabilità della conduttura a monte. L'azienda ha presentato appello contro la sentenza di primo grado, sostenendo che il tribunale avrebbe erroneamente modificato la domanda introduttiva del giudizio di primo grado e che la società aveva fornito la prova della legittimità della pretesa di addebitare ai singoli utenti somme a titolo di "altro consumo". Inoltre, l'azienda ha sostenuto che i guasti erano imputabili agli utenti e che nulla era dovuto per detti guasti, a lei non ascrivibili. In relazione al primo motivo di impugnazione, l'appellante sostiene che il tribunale avrebbe modificato radicalmente la domanda introduttiva del giudizio di primo grado, qualificandola come domanda di accertamento negativo del credito. Tuttavia, la Corte di Appello di Catania ha respinto tale argomentazione, affermando che la domanda in questione era stata proposta dai ricorrenti come una domanda di accertamento dell'illegittimità della richiesta di pagamento avanzata dalla società. In relazione al secondo motivo di impugnazione, l'azienda sostiene che il tribunale avrebbe erroneamente affermato che la stessa non aveva fornito la prova della legittimità della pretesa di addebitare ai singoli utenti somme a titolo di "altro consumo". Tuttavia, la Corte di Appello di Catania ha ritenuto che l'azienda non aveva dimostrato in modo adeguato la legittimità della richiesta di pagamento e che la semplice apposizione di un contatore a monte del condominio non costituiva prova idonea della sussistenza degli asseriti

Pertanto, la semplice apposizione di un contatore a monte del condominio, senza contraddittorio e senza l'identificazione di un soggetto affidatario, al di fuori della verifica della sua integrità, conformità alle norme sulla misurazione, controllabilità da parte dell'utente, verifica della misurazione al momento della sua apposizione, non è prova idonea della sussistenza degli asseriti superiori consumi, tale da legittimare la richiesta di pagamento.

 

4.

Adeguata contrattualizzazione del servizio idrico e corretta ripartizione degli oneri

 

La decisione della Corte di Appello in merito alla controversia sull'addebito di consumi idrici è di grande rilevanza, poiché ribadisce l'importanza della corretta ripartizione dell'onere della prova tra le parti e la necessità di un'adeguata contrattualizzazione della fornitura idrica. In particolare, la Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi portati avanti dai ricorrenti, i quali avevano contestato l'addebito da parte dell'azienda di quantitativi di acqua ulteriori rispetto a quelli registrati dai rispettivi contatori. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che la pretesa dell'azienda di addebitare agli utenti consumi in eccedenza rispetto a quanto rilevato nei rispettivi contatori fosse illegittima, in quanto non vi erano elementi che potessero consentire di ritenere la legittimità di tale pretesa. La Corte ha evidenziato come la fornitura idrica fosse stata contrattualmente convenuta in favore dei singoli utenti e non del complesso edilizio, e che la pretesa di addebitare agli utenti gli ulteriori consumi dovuti a dispersione all'interno del complesso edilizio fosse illegittima, non trovando positivo riscontro in atti. La Corte ha inoltre sottolineato come non esistesse una rete condominiale di distribuzione che si frapponesse tra la conduttura generale e i punti di allaccio di ciascuna utenza. La decisione della Corte di Appello sottolinea l'importanza della corretta ripartizione dell'onere della prova tra le parti e della necessità di un'adeguata contrattualizzazione della fornitura idrica. In particolare, la Corte ha ribadito come sia necessario che la fornitura idrica sia contrattualmente convenuta in favore dei singoli utenti e non del complesso edilizio. La sentenza della Corte di Appello conferma la decisione del primo giudice e ritiene infondati i motivi dei ricorrenti. La Corte ha chiarito che l'azienda non può addebitare ai singoli utenti il costo di quantitativi di acqua ulteriori rispetto a quelli registrati dai rispettivi contatori, se questi sono derivanti da perdita della rete di distribuzione o da oneri per interventi manutentivi sulla stessa. Inoltre, la Corte ha affermato che l'installazione del contatore generale a monte del complesso non incide sul punto di consegna dell'acqua, che rimane individuato contrattualmente in corrispondenza dell'allaccio ad ogni singolo contatore, non essendo stato previsto a monte un comune punto di allaccio. Pertanto, la pretesa di addebitare agli utenti i consumi in eccedenza dovuti a dispersione all'interno del complesso edilizio è illegittima, non trovando positivo riscontro in atti. Infine, la Corte ha sottolineato che non risulta l'esistenza di una rete condominiale di distribuzione che si frappone tra la conduttura generale e i punti di allaccio di ciascuna utenza, a conferma della responsabilità dell'azienda di mantenere la rete di distribuzione idrica a monte dei contatori delle utenze.

 

La Corte ha evidenziato come la fornitura idrica sia assicurata da una conduttura generale che si innesta in una rete di distribuzione che raggiunge i punti di allaccio di ciascuna utenza. Inoltre, la Corte ha sottolineato come l'azienda avesse addebitato in fattura, oltre ai consumi rilevati nei rispettivi contatori, anche i maggiori consumi registrati dal contatore generale installato all'esterno del complesso immobiliare. In particolare, la decisione della Corte di Appello sottolinea l'importanza di un'adeguata contrattualizzazione della fornitura idrica e della corretta ripartizione dell'onere della prova tra le parti. Inoltre, la decisione della Corte di Appello offre spunti di riflessione sulla gestione delle reti di distribuzione idrica e sulla necessità di garantire una corretta manutenzione delle stesse.

 

5.

Il ricorso dell'azienda e l’utilizzo della Carta Servizi nella distribuzione del servizio idrico.

 

La fornitura di acqua è un servizio fondamentale, e come tale, deve essere garantito alle famiglie e alle imprese. Tuttavia, le controversie tra gli utenti e le aziende di fornitura d'acqua non sono rare, e spesso riguardano la questione dei costi e della responsabilità delle perdite d'acqua. In questo senso, la sentenza qui sopra citata rappresenta un importante precedente, poiché afferma che l'azienda di fornitura d'acqua non può addebitare ai propri clienti i costi delle perdite d'acqua che si verificano dopo il contatore generale. Questa decisione è giusta e legittima, poiché non è giusto che gli utenti debbano pagare per le perdite d'acqua che non dipendono da loro, ma da problemi di tubazioni o guasti alla rete idrica.

 

Tuttavia, l'azienda di fornitura d'acqua potrebbe tentare di giustificare questa pratica citando la Carta dei Servizi del 2003, che prevede che le perdite di acqua successive al contatore generale siano a carico dell'utente. La sentenza citata, però, sottolinea che questa disposizione costituisce una modifica unilaterale del contratto di somministrazione e quindi è inopponibile all'utente, poiché rappresenta una condizione sfavorevole per loro.

 

6.

L'importanza della corretta ripartizione dell'onere della prova e della contrattualizzazione della fornitura idrica.

 

Inoltre, è importante notare che il Regolamento Utenze stabilisce che le opere di derivazione della conduttura principale stradale e relativi accessori fino all'apparecchio di misurazione compreso costituiscono la 'presa'. Di conseguenza, l'utente è responsabile di eventuali guasti, manomissioni o furti di quella parte di presa che è nella sua proprietà o, se affittuario, di quella parte che si trova nello stabile a lui locato. Tuttavia, la sentenza citata rileva che non c'è prova che la dispersione idrica registrata dal contatore generale installato a monte del complesso si sia verificata nel tratto di presa che è nella proprietà dell'utente. Di conseguenza, anche per questo motivo, l'azienda di fornitura d'acqua non può addebitare ai propri clienti i costi delle perdite d'acqua. Questa sentenza è un importante precedente per la tutela dei consumatori, che spesso si trovano in una posizione di svantaggio rispetto alle grandi aziende. Tuttavia, è anche importante notare che la fornitura di acqua è un servizio essenziale, e che l'azienda di fornitura deve essere osservante delle normative che disciplinano il settore. In particolare, le disposizioni in materia di diritti dei consumatori e di tutela dell'ambiente devono essere rispettate.

In definitiva, la sentenza citata conferma che l'azienda di fornitura d'acqua non può addebitare ai propri clienti importi non corrispondenti a consumi rilevati dai rispettivi contatori, a meno che ci sia una prova della riconducibilità di tale comportamento alla previsione contrattuale. Questo significa che i consumatori hanno il diritto di pagare solo per l'acqua che effettivamente consumano, e non per eventuali perdite o problemi di rete.

 

CONCLUSIONE

 

Le aziende di fornitura idrica hanno l'obbligo di garantire un servizio di qualità ai propri clienti, che deve essere svolto in conformità con le normative vigenti. Ciò significa che l'azienda deve rispettare le leggi che regolano il settore idrico, ad esempio quelle in materia di qualità dell'acqua, di gestione dei rifiuti e di protezione dell'ambiente. Inoltre, la fornitura di acqua rappresenta un servizio essenziale per la vita delle persone, poiché l'acqua potabile è un bene di prima necessità per la sopravvivenza e la salute dell'essere umano. Pertanto, le aziende di fornitura idrica devono garantire un servizio continuo e di qualità ai propri utenti, fornendo acqua pulita e sicura in quantità sufficiente per soddisfare le loro esigenze quotidiane. In caso di problemi nella fornitura di acqua, ad esempio a causa di interruzioni del servizio o di problemi di qualità dell'acqua, i consumatori hanno diritto a ricevere informazioni trasparenti e tempestive sulla situazione, nonché a ottenere un'adeguata compensazione per eventuali danni subiti. Inoltre, le aziende di fornitura idrica devono adottare misure volte a garantire la sostenibilità dell'utilizzo delle risorse idriche, riducendo gli sprechi e promuovendo pratiche virtuose per il risparmio dell'acqua. In conclusione, sebbene le aziende di fornitura idrica abbiano il diritto di addebitare ai propri utenti i consumi effettivamente registrati dal contatore, devono farlo in conformità con le leggi e le normative del settore, rispettando i diritti dei consumatori e promuovendo la sostenibilità dell'utilizzo delle risorse idriche.

 

 

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